Negli ultimi anni la sanità digitale ha fatto passi avanti significativi: telemedicina, piattaforme di gestione dei dati, dispositivi connessi e intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui vengono erogate le cure. Tuttavia, a questa evoluzione si affianca un tema sempre più centrale e spesso sottovalutato: la cybersecurity.
Nel 2025, il settore sanitario è stato tra i più colpiti a livello globale da attacchi informatici, in particolare ransomware e violazioni di dati. La crescente digitalizzazione ha ampliato la superficie di attacco, rendendo ospedali, piattaforme digitali e dispositivi medici obiettivi strategici. In questo scenario, la sicurezza informatica non è più un tema tecnico, ma una componente essenziale della qualità e della continuità delle cure.
Cybersecurity come requisito normativo e progettuale
La sanità digitale si basa oggi su un ecosistema altamente distribuito, in cui coesistono:
- sistemi informativi ospedalieri (HIS);
- cartelle cliniche elettroniche (EHR/FSE);
- piattaforme di telemedicina;
- dispositivi medici connessi (IoMT – Internet of Medical Things);
- infrastrutture cloud e servizi di data sharing.
Questa architettura, per sua natura interoperabile e distribuita, aumenta la complessità della gestione della sicurezza. Ogni nodo della rete – dal dispositivo indossabile al server centrale – rappresenta un potenziale punto di ingresso per attacchi informatici.
Inoltre, la presenza di sistemi legacy, spesso non progettati secondo criteri di sicurezza moderni, crea ulteriori criticità, rendendo difficile l’adozione uniforme di standard avanzati di protezione.
Nel contesto europeo, la cybersecurity è oggi regolata da un insieme articolato di normative che impattano direttamente il settore sanitario:
- Regolamento (UE) 2017/745 (MDR) → richiede che i dispositivi medici garantiscano sicurezza e gestione del rischio lungo tutto il ciclo di vita, inclusi aspetti legati alla cybersecurity;
- GDPR (Regolamento UE 2016/679) → impone requisiti stringenti per la protezione dei dati personali e sanitari;
- NIS2 Directive (Direttiva UE 2022/2555) → introduce obblighi di sicurezza e resilienza per le infrastrutture critiche, tra cui il settore sanitario;
- Cyber Resilience Act (CRA) → definisce requisiti di sicurezza per prodotti digitali e software lungo l’intero ciclo di vita;
- AI Act → per i sistemi AI ad alto rischio (inclusi quelli sanitari), richiede robustezza, sicurezza, tracciabilità e gestione dei rischi.
Questa convergenza normativa impone un cambio di paradigma: la sicurezza non può essere gestita ex-post, ma deve essere integrata secondo principi di security-by-design e privacy-by-design, già nelle fasi iniziali di sviluppo.
L’analisi delle minacce nel settore sanitario evidenzia alcune aree critiche ricorrenti:
1. Sistemi legacy e infrastrutture eterogenee
Molte strutture sanitarie utilizzano ancora sistemi obsoleti, difficili da aggiornare e vulnerabili a exploit noti.
2. Dispositivi medici connessi (IoMT)
I dispositivi IoMT spesso presentano livelli di sicurezza variabili, con criticità legate a:
- autenticazione debole;
- aggiornamenti firmware non gestiti;
- comunicazioni non cifrate
3. Interoperabilità non standardizzata
L’integrazione tra sistemi diversi (EHR, piattaforme, dispositivi) può introdurre vulnerabilità se non basata su standard sicuri e controlli adeguati.
4. Fattore umano
Il personale sanitario rappresenta uno dei principali vettori di rischio:
- phishing e social engineering;
- gestione non sicura delle credenziali;
- utilizzo improprio dei sistemi.
5. Supply chain digitale
L’adozione di soluzioni di terze parti e servizi cloud espone le organizzazioni a rischi legati alla sicurezza dei fornitori.
Per affrontare queste criticità, le organizzazioni sanitarie e le aziende digital health stanno adottando modelli strutturati di cybersecurity basati su standard internazionali.
🏢 Cosa significa per noi
Nel lavoro quotidiano nella sanità digitale, la cybersecurity è sempre più integrata nelle scelte progettuali e nello sviluppo delle soluzioni. Non è un livello aggiuntivo, ma una dimensione trasversale che influisce su architettura, gestione dei dati e interazione tra sistemi.
Questo significa progettare piattaforme e servizi tenendo conto fin dall’inizio di aspetti come:
- protezione dei dati clinici;
- tracciabilità delle operazioni;
- gestione degli accessi;
- conformità normativa.
Significa anche lavorare sull’equilibrio tra sicurezza e usabilità: costruire sistemi robusti, ma allo stesso tempo accessibili e sostenibili per chi li utilizza ogni giorno, come operatori sanitari e pazienti.
Guardando ai progetti in ambito telemedicina e sanità digitale, la sicurezza diventa un elemento abilitante. Non solo per ridurre il rischio, ma per rendere possibile l’adozione su larga scala di queste tecnologie, in un contesto in cui la fiducia è fondamentale.
🔭 Prospettive future
La cybersecurity in sanità è destinata a evolvere rapidamente nei prossimi anni, seguendo la crescita della digitalizzazione e dell’interconnessione dei sistemi. Le principali direttrici di sviluppo riguarderanno:
- integrazione tra cybersecurity e intelligenza artificiale, per sistemi di rilevazione e risposta automatica alle minacce;
- utilizzo crescente di real world data e conseguente aumento dei requisiti di protezione;
- rafforzamento dei requisiti normativi europei e dei controlli di conformità;
- maggiore diffusione di modelli di cyber resilience, orientati non solo alla prevenzione ma alla capacità di risposta e recupero.
La sfida non sarà solo proteggere sistemi e dati, ma costruire un ecosistema sanitario digitale affidabile, resiliente e sostenibile, in cui sicurezza e innovazione crescano insieme.
In questo scenario, la cybersecurity rappresenta una delle condizioni fondamentali per il futuro della sanità digitale: non un vincolo, ma un fattore chiave per abilitare modelli di cura più avanzati, connessi e centrati sul paziente.
